#CMCONSIGLIA – UN BUSINESS PLAN PER RISTORANTI

#CMCONSIGLIA – UN BUSINESS PLAN PER RISTORANTI

Così come per altre attività, quelle della ristorazione come pizzerie, bar e ristoranti hanno bisogno di un buon business plan per lavorare in modo efficiente ed efficace. Può essere considerato una mappa che indica la direzione da seguire prevedendo le possibilità di successo o insuccesso, descrivendo le forze e i limiti dell’attività.

Non c’è una forma standard, ma qua proviamo a proporvi qualche spunto per realizzarlo al meglio.

Profilo aziendale
Definisci nel modo più dettagliato possibile le caratteristiche del tuo locale.
– Il tipo di attività (familiare, tradizionale, specializzata, franchising…)
– Il tipo di cibo (stagionale, creativo, d’autore, vegano…)
– Il profilo del cliente target (sesso, età, famiglia, abitudini…)
– L’ubicazione (dove, caratteristiche della zona, vantaggi e svantaggi…)

Analisi di settore
Dopo aver stilato un profilo dell’attività è bene definirne uno del mercato in cui si opera: verificare la concorrenza diretta e indiretta, le tendenze di consumo della domanda ecc. Definisci, nello specifico:

– Il potenziale di mercato, ossia la dimensione del segmento che si può andare a “colpire”
– I limiti del mercato, cioè le difficoltà che questo può porre all’attività (saturazione dei ristoranti, basso livello d’acquisto, climatologia complessa…)
– Il potenziale della concorrenza (livello di qualità, prezzi, offerte, reputazione…)
– I limiti della concorrenza

Definendo tutte queste caratteristiche è già possibile apportare modifiche alla propria attività, cogliendo opportunità che sono emerse dall’analisi o correggendo errori. Se la maggior parte dei clienti cerca un certo ingrediente puoi aggiungerlo, se i tuoi concorrenti prestano poca attenzione all’arredamento puoi differenziarti…

Piano di marketing
Una serie di azioni più specifiche e complesse per fornire una solida base al ristorante

– Verifica la capacità produttiva: quanti clienti servire al giorno, quanti servizi quotidiani e alla settimana
– Definisci l’offerta gastronomica: elabora il menu in base alle esigenze della clientela, ma che sia remunerativo. Scegli gli ingredienti da utilizzare, il livello di qualità e freschezza, i fornitori e stima il costo per realizzarlo
– Definisci ambientazione e strutture: sfrutta le potenzialità del locale che hai o rinnovalo ottimizzando spazi e mobili. Stima il costo di queste operazioni in base ai materiali da utilizzare
– Crea una strategia di comunicazione: scegli i canali per promuovere l’attività, i format da pubblicare, le tempistiche del piano editoriale, il livello di esternalizzazione (tramite un’agenzia)

Piano finanziario
Ultima, ma non meno importante, è la fase in cui si deve definire la struttura dei costi dell’attività e i ricavi previsti, in modo da definire il ricarico più adeguato. Stabilisci:

– Il tipo di azienda: società con vari soci, con più o meno dipendenti, con un solo titolare autonomo…È un passaggio fondamentale per capire il livello di tasse e imposte da sostenere.
– Il piano di gestione: quantifica i dipendenti e i loro stipendi, stimando il livello medio di mercato, le forniture necessarie, i costi…
– L’investimento iniziale: se l’attività parte da 0, le spese di partenza sono importanti e vanno definite con cura. Oltre all’investimento per cominciare, è bene stabilire quali costi sono fissi e quali variabili, considerando i cambiamenti possibili nel settore.
– La percentuale di vendite: cerca di definire il livello di ricavi necessario a garantire parità e guadagni, in modo da capire di conseguenza il n. di vendite da effettuare per raggiungerlo.
– La stima della redditività: se tutte le analisi precedenti sono corrette, dovresti riuscire a stimare dopo quanto tempo raggiungerai il pareggio di bilancio e l’attivo.

Speriamo di averti dato una semplice base da cui partire, anche se un business plan è complesso e richiede tempo. Ma può portare a sistematici vantaggi.

Fonte: thefork.com

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