#CMINFORMA – Birra: crescono produzione, consumi e export

#CMINFORMA – Birra: crescono produzione, consumi e export

AssoBirra, associazione rappresentativa di più del 90% della produzione nazionale, ha rilasciato il suo annuale report sull’andamento del settore e sul suo valore economico e sociale: i dati sono ancora una volta positivi.

Nel 2018, il consumo di birra in Italia è aumentato del 3,2% in generale e del 3,4% pro capite, incrementi incoraggianti nonostante il nostro paese continui a rimanere tra i fanalini di coda nella classifica Europea (terz’ultima nazione). Come conseguenza dell’aumento dei consumi, c’è stato un coerente aumento della produzione nazionale del 4,7%. Per quanto riguarda il lato dell’offerta invece, l’Italia si posiziona al 9° posto della classifica dei paesi europei e al 5° per numero di birrifici.

La crescita della produzione traina anche i numeri dell’occupazione: nel 2018 i lavoratori del settore sono aumentati di 700 unità, raggiungendo quota 140.700 persone. Infine, il primato nella crescita se lo aggiudica il comparto dell’export: il volume d’affari con l’estero è aumentato del 6,6% lo scorso anno.

I principali fattori di successo che hanno portato alla crescita del settore della birra sono stati: costanti investimenti e innovazione, diversificazione dell’offerta e valorizzazione dei territori, principalmente grazie al lavoro di piccoli e grandi birrifici. L’abbassamento delle accise ha notevolmente favorito i produttori, aiutati anche dall’incremento dei consumi: le istituzioni credono nel valore del settore ma è necessario continuare il dialogo, modificare la legge nazionale sulla produzione (di oltre 50 anni fa) e attuare una riforma sulla Politica Agricola Comunitaria.

La riduzione delle accise per il settore della birra non solo è positiva ma anche sacrosanta: ad oggi, questa rimane l’unica bevanda da pasto sulla quale sono imposte e che non prevede aliquote differenziate a seconda di condizioni particolari. Una tassazione a livelli più equi aiuterebbe ulteriormente la crescita dell’intera filiera, gli investimenti e l’occupazione.

Infine, occorre sottolineare come la crescita del comparto della birra abbia avuto effetti benefici su altri settori, come quello del malto italiano. Cresciuto del 5,5% nello stesso periodo, ha accompagnato anche la crescita dell’import di luppolo (+20,8%). L’Italia però, importa ancora due terzi del fabbisogno di malto e avrebbe bisogno di vedere un sostegno di quelle filiere nazionali rispettose di requisiti di tracciabilità, diversificazione e difesa del suolo.

Insomma, i dati positivi ci sono e le istituzioni stanno sostenendo la crescita ma è indispensabile non fermarsi e aumentare l’impegno finora profuso.

Fonte: RistorazioneItalianaMagazine

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