#CMINFORMA – CRESCONO I PICCOLI BIRRIFICI

#CMINFORMA – CRESCONO I PICCOLI BIRRIFICI

Quella dei birrifici artigianali è una realtà aziendale sempre più diffusa e identificata, in Italia negli ultimi anni. La più famosa associazione di categoria ad essi dedicata, Unionbirrai, in collaborazione con l’Università di Firenze, ha condotto un profondo studio di settore e prodotto dati precisi che testimoniano in modo chiaro questo fenomeno.

Negli ultimi 20 anni le aziende si sono moltiplicate esponenzialmente, prima al Nord e poi per tutto il resto della penisola. Ad oggi, le circa 700 unità produttive hanno visto un incremento del +55% negli ultimi 3 anni e un aumento degli occupati del +16% nello stesso periodo.

Ciò che è ancora più importante però, è il contributo che questa crescita ha dato alla percezione della birra e alle sue modalità di consumo, aiutando a sdoganare questo prodotto anche in ambienti in cui storicamente non era così apprezzato (enoteche e ristoranti).

I principali artefici di questa crescita sono piccole e piccolissime imprese: l’84% dei partecipanti allo studio ha meno di 5 dipendenti e il 51% sono ditte individuali.
Oltre ai birrifici (57%) troviamo anche diversi brewpub (25%) ossia attività che producono e servono direttamente il prodotto al consumatore finale.

Riguardo ai prodotti, le birre ad alta fermentazione sono quelle prodotte maggiormente, a differenza di quelle scelte dalle grandi multinazionali. Il fusto, inoltre, rappresenta il confezionamento più diffuso, significativo di una scelta professionale di molte aziende e pub.

Dallo studio emerge poi che per la maggior parte delle aziende, il fatturato, che in media di attesta sui 380mila euro l’anno, è in crescita.

Per quanto riguarda il lato dei consumatori, l’indagine rivela che il 40% degli intervistati sono intenzionati ad aumentare il consumo di prodotti artigianali: segno evidente di un’attenzione sempre maggiore delle persone alla qualità.

Un grande aiuto a queste attività è arrivato dal decreto che ha ridotto notevolmente le accise per queste aziende: l’obiettivo era di dare sollievo fiscale a piccole realtà imprenditoriali e semplificare le procedure.

Allo stesso tempo però, se il mercato è florido e in crescita, è sempre maggiore anche la concorrenza e i comportamenti non troppo corretti di certi attori. Le grandi multinazionali infatti, per sfruttare le potenzialità di questo settore, hanno cominciato a dedicarsi alla produzione di birre “artigianali”. Per definizione però, questi prodotti non sono artigianali, in quanto non rispettano determinati processi produttivi e limiti di quantità. Diventa perciò importante diffondere la corretta informazione e definire chiaramente da un punto di vista legale ciò che appartiene al mondo artigianale e ciò che non ne fa parte.

Secondo i rappresentati di Unionbirrai infine, le migliori scelte per i piccoli birrifici artigianali al fine di continuare in salute la loro attività e crescere sono: strutturarsi maggiormente, legarsi al proprio territorio anche in termini di materie prime e aprire una taproom o locale di riferimento per un più diretto contatto con il consumatore.

Fonte: bargiornale

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