#CMINFORMA – FIPE LANCIA IL MANIFESTO DELLA RISTORAZIONE SOSTENIBILE

#CMINFORMA – FIPE LANCIA IL MANIFESTO DELLA RISTORAZIONE SOSTENIBILE

Aiutare i professionisti nella lotta contro lo spreco alimentare è uno degli obiettivi di Fipe, la Federazione Italiana Pubblici Esercizi, che ha stilato delle linee guida concrete: il Manifesto della Ristorazione Sostenibile.

Stando a recenti studi, l’Italia si trova al nono posto nella classifica dei Paesi che consumano più risorse naturali di quanto dovrebbero e ha terminato il quantitativo da poter rigenerare lo scorso 15 maggio. Dati sicuramente preoccupanti, che ci devono spingere a reagire.

In questo senso, l’idea che sta dietro al Manifesto lanciato da Fipe è che il cibo non sia solamente una merce, bensì un insieme di valori sociali, culturali e ambientali. Una vera e propria risorsa quindi, che va gestita e consumata con attenzione. Di conseguenza, la necessità di aiutare i professionisti con linee guida concrete che indichino come acquistare materie prime al giusto prezzo, valorizzare e formare il personale, incentivare i clienti a portare via gli avanzi del pasto e tanti altri consigli.

L’obiettivo è rendere il settore sostenibile, un traguardo che si raggiunge solamente istruendo anche i cittadini consumatori. Per questo Fipe ha stilato anche per loro un decalogo anti-spreco, al fine di insegnare come fare la spesa e gestire il cibo in ottica di riuso.

In passato, la lotta allo spreco alimentare aveva visto l’entrata in vigore della legge 166, nel 2016, grazie alla quale c’è stata una crescita del 25% del cibo recuperato nella filiera agroalimentare italiana. Risultati positivi che Fipe cerca di rincarare con questi nuovi documenti.

I punti principali del manifesto sono:
Cibo e storia italiana: i ristoranti devono saper valorizzare e raccontare storia e cultura italiana attraverso i propri piatti.
Filiera corta: quando non è possibile utilizzare ingredienti del proprio orto, è fondamentale studiare origine e provenienza dei prodotti, privilegiando i produttori locali.
Stagionalità: rispettare il ritmo delle stagioni e utilizzare i prodotti solo quando crescono naturalmente, in modo da sfruttarne tutte le proprietà organolettiche e nutrizionali
Pesce sostenibile: è opportuno utilizzare pesce raccolto tramite tecniche di pesca sostenibile.
Carne sostenibile: stesso discorso vale per la carne. Evitate quella proveniente da allevamenti intensivi (dannosi per animali, ambiente e uomo), privilegiando invece produzioni artigianali e biologiche
Utilizzare ogni parte del prodotto per ridurre al minimo gli scarti. Inventiva e creatività permettono di utilizzare anche le parti meno nobili degli ingredienti.
“Rimpiattino”: il ristoratore deve impegnarsi attivamente nel proporre al cliente di portare a casa ciò che non ha consumato del proprio pasto, magari attraverso la cosiddetta doggy bag
– Non sprecare energie: attrezzature innovative, impianti moderni e soprattutto formazione del personale sono fondamentali per ridurre gli sprechi energetici, di acqua e altre importanti risorse
Imballaggi riciclabili devono essere preferiti a quelli che non lo sono, mantenendo costante il principio di evitarli del tutto quando superflui o eccessivi. Il riuso e il vuoto a rendere sono due principi da tenere sempre a mente.
Persone: ristorazione sostenibile vuol dire soprattutto concentrarsi sul personale, offrendo correttezza, formazione, aggiornamento, contratti onesti e valorizzazione di competenze e qualità umane. Le persone sono la risorsa più importante

Fonte: ilSole24Ore

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