#CMINFORMA – PRANZO AL BAR, CRESCE LA CONCORRENZA

#CMINFORMA – PRANZO AL BAR, CRESCE LA CONCORRENZA

Negli ultimi anni, il pranzo fuori casa è diventato un’abitudine di consumo sempre più diffusa e consolidata. Insieme a questa crescente possibilità di lavoro però, i bar tradizionali vedono aumentare un’agguerrita concorrenza proveniente da varie alternative: ristoranti più dinamici, catene di ristorazione, food delivery, pizzerie, self-service, fast food e locali inseriti in altre attività.

La quota di mercato dei bar tradizionali si è quindi ridotta sensibilmente, nonostante appunto, la pausa pranzo si sia affermata come un momento di consumo cruciale.

Dati statistici ci raccontano che il fatturato complessivo generato dalle pause pranzo ammonta a 26,5 miliardi di euro, pari al 31% del totale giro d’affari del comparto. Le persone che dichiarano di aver pranzato fuori casa almeno una volta nell’ultimo mese sono il 65% degli intervistati (tra i 17 e i 70 anni).
Anche la ripartizione dei clienti nei lunch bar conferma la tendenza: 32% per colazione, 14% per una pausa la mattina, 33% per il pranzo e i restanti tra una pausa al pomeriggio e l’aperitivo.

Il pasto di mezzogiorno vede ancora come prima scelta degli italiani i ristoranti e le pizzerie, seguiti da self-service e fast food e, solo a questo punto, i bar tradizionali, che si accaparrano il 15% del mercato.

Una realtà in aumento è quella invece dei bar specializzati nella pausa pranzo (14% del totale), attivi principalmente nel nord Italia (39% nord ovest, 24% nord est, 19% centro e 8% sud).

Questi locali propongono un’offerta specifica, innanzitutto grazie a una cucina dedicata e a un numero di posti superiori alla media dei bar.

Il loro cliente tipo è rappresentato da un uomo di età media attorno ai 43 anni, lavoratore che la metà delle volte si dimostra fedele al locale di riferimento per la sua pausa pranzo.
Il principale fattore di scelta (e quindi di successo per l’attività) è la prossimità del lunch bar al luogo di lavoro, seguito dal servizio offerto, principalmente la velocità nel fornire un pasto. I tempi ristretti delle pause pranzo infatti, impongono un pasto il più rapido possibile.

Per quanto riguarda i piatti consumati, si delineano scelte classiche che perdurano ancora oggi accanto a richieste e trend emergenti negli ultimi anni. Diventa quindi importante per i bar saper offrire ciò che viene chiesto maggiormente.

La scelta più diffusa rimane ancora la combinazione panino + acqua, per oltre l’85% dei clienti, seguita subito dal caffè. Accanto a questi pilastri poi, si sta appunto delineando una connotazione più salutista dei pasti, con un aumento delle richieste di insalate (al posto di pizze e snack), cibi light e senza zucchero e piatti vegetariani o vegani.

Insomma, la vita per i bar tradizionali si è complicata e le alternative per le pause pranzo degli italiani si moltiplicano. Saranno i locali in grado di adeguarsi alle tendenze, reinventarsi e offrire pasti innovativi?

Fonte: Bargiornale

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