#CMINFORMA – SCUOLE PER CHEF IN CONTINUA CRESCITA

#CMINFORMA – SCUOLE PER CHEF IN CONTINUA CRESCITA

Il mestiere dello chef non conosce crisi. Infatti, sono tanti i giovani italiani che intraprendono questa carriera, nonostante sappiano che intraprendere questo mestiere sia alquanto faticoso per via dei turni massacranti, la gavetta infinita, la mancanza di sonno e la vita sociale.  

Niko Romito, chef del ristorante Reale, tre stelle Michelin, afferma che c’è una grande richiesta di cuochi italiani in ambito internazionale perché la cucina italiana continua ad essere molto apprezzata.

Lo chef, nel 2011, ha creato a Casadonna una scuola di cucina professionale post diploma. Vengono organizzati due corsi all’anno, a marzo e ottobre, per un massimo di 16 allievi per classe. Dai dati è emerso che nel 2012 si sono iscritti 254 allievi e sono state erogate borse di studio per un valore di 120 mila euro. Inoltre, possiamo dire che 25 ex allievi sono proprietari o manager di un ristorante.

 

Dalla teoria alla pratica

Dopo aver frequentato la scuola molti cuochi si mettono in gioco. È importante, però, capire cosa li motiva ad aprire un’attività imprenditoriale. Le motivazioni sono variegate: c’è chi viene motivato dal percorso che ha seguito lo chef Romito, dal momento che all’età di 25 anni aveva aperto un ristorante dopo un corso di cucina a Roma. C’è chi si rassicura del fatto che i clienti, oggi, sono costantemente informati. E quindi, dopo una tappa ai ristoranti dello chef, saranno motivati ed incuriositi a provare anche i ristoranti degli ex allievi della sua scuola. Infine, non mancano quelle persone che decidono di trasformare un hobby, quale può essere la passione per la cucina, in un futuro.

 

Davide Oldani, dal calcio ai fornelli

Davide Oldani è l’esempio concreto di chi ha cambiato vita. All’età di 16 anni giocava a calcio in c2, ma a causa di un brutto infortunio è stato costretto ad interrompere questo mestiere.

Oggi è l’artefice della cucina Pop ed è anche mentore dell’Istituto Alberghiero Olmo di Cornaredo, inaugurato nel 2017. L’11 settembre ha inaugurato il terzo anno accademico, con 120 nuovi studenti. Afferma che la qualità dell’istituto è data anche dalla presenza di docenti e persone qualificate.

La sua mission è quella di dare un’impronta moderna e porre la conoscenza del prodotto e sull’importanza dell’accoglienza, più che sulla ricetta. Infatti, ogni mese, organizza degli incontri con grandi maestri non solo per parlare di cucina ma anche per capire la vita di un cuoco.

 

Pasticceri, sommelier e manager

Ad Alma, c’è la Scuola Internazionale di Cucina Italiana. Qui si forma la Next Generation di cuochi, pasticceri, bakery chef, sommelier, professionisti di sala e manager della ristorazione. Dal 2004 sono 4967 gli studenti iscritti. Secondo il più recente sondaggio uno studente su tre viene assunto nella stessa struttura dello stage, il 57% trova lavoro entro un mese dal diploma ed il 70% resta a lavorare in Italia.

 

Fonte: ilsole24ore.com

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