#CMCONSIGLIA – FOOD COST: 3 REGOLE SEMPLICI ED EFFICACI PER STABILIRE IL COSTO DEL PIATTO

#CMCONSIGLIA – FOOD COST: 3 REGOLE SEMPLICI ED EFFICACI PER STABILIRE IL COSTO DEL PIATTO

Letteralmente per “Food Cost” si intende il “costo del piatto”, ossia i costi delle materie prime che formano una pietanza.

Nonostante questo elemento sia spesso sottovalutato e dimenticato, il ristoratore organizzato può trarre 3 immediati benefici dal calcolo di questo dato. Scopriamo quali!

Un passo avanti rispetto alla concorrenza

Chiedendo al proprio commercialista si può facilmente scoprire come il costo degli alimenti può arrivare a incidere anche fino al 30% sul proprio fatturato. Una somma significativa quindi sia per quei locali ben avviati che soprattutto per quelli che vivono un periodo di difficoltà. Definire il proprio Food Cost può quindi permettere al ristoratore di andare ad intervenire di conseguenza su altri elementi del proprio business che generano entrate, una strategia per ottenere un vantaggio sui concorrenti.

Ottenere il controllo

Il calcolo del Food Cost vi può quindi mettere in condizione di controllare ancora meglio l’andamento della vostra attività. Se per esempio si calcola il Food Cost di un piatto (o il Beverage Cost di un drink), si può capire velocemente se, chi prepara effettivamente la pietanza eccede nelle quantità o invece fa porzioni scarse. Capire come si comporta lo staff o se alcune materie prime vengono sprecate. Insomma, il Food Cost è un ottimo indicatore di performance.

Raggiungere l’ottimizzazione

Infine, questa grandezza, permette di cogliere importanti opportunità. Calcolare il costo delle materie prime di ogni piatto servito infatti, permette di ottimizzare il proprio menù, individuando le pietanze che producono più margine e rendendole ancora più profittevoli. Determinare il costo del proprio piatto è fondamentale per fissarne il prezzo, quindi per definire i propri guadagni.

Insomma, anche se spesso dimenticato, il Food Cost si rivela uno strumento fondamentale per gestire al meglio il proprio locale. Fateci un pensiero!

Fonte: RistorazioneItalianaMagazine.it

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