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#CMCONSIGLIA – COME USARE CORRETTAMENTE L’ACCIAINO

#CMCONSIGLIA – COME USARE CORRETTAMENTE L’ACCIAINO

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#CMCONSIGLIA- CINQUE CONSIGLI PER ATTIRARE I TURISTI

#CMCONSIGLIA- CINQUE CONSIGLI PER ATTIRARE I TURISTI

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#CMCONSIGLIA – BIRRA IN ESTATE: ISTRUZIONI PER L’USO

#CMCONSIGLIA – BIRRA IN ESTATE: ISTRUZIONI PER L’USO

L’estate è agli sgoccioli, ma le occasioni per gustarsi una buona birra nel modo giusto non mancano mai, in compagnia o in abbinamento al cibo. Ecco dunque una serie di consigli pratici e immediati su come degustarla al meglio in questa stagione.

Conservazione
Fondamentale per preservare intatte tutte le qualità organolettiche della birra, il modo in cui la conservi ha immediate conseguenze sul gusto. Prima di tutto, è importante evitare di esporre la bevanda a sbalzi di temperatura elevati e brusche scosse durante il trasporto. La posizione verticale della bottiglia, in un luogo fresco, asciutto e in penombra è la soluzione ideale. Inoltre, non esporla a luce diretta, in quanto potresti accelerare il processo di invecchiamento.

Temperatura
Se hai l’abitudine di servire la birra ghiacciata, stai commettendo un errore. Ogni birra ha una propria temperatura ideale di servizio, che aumenta in relazione al suo grado alcolico e alla corposità. Servila fresca seguendo le indicazioni sulla bottiglia. Birre chiare e leggere come Pils e Lager trovano una temperatura ideale tra i 5° e i 9°, mentre le Bitter Ale e le Abbazia prediligono dai 12° ai 15°
Un trucco per capire se la temperatura è corretta consiste nell’osservare la schiuma: se il suo livello nel bicchiere è basso, una causa può essere la temperatura troppo rigida, mentre in eccesso può significare che è stata servita troppo calda.

Bicchiere
Generalmente, bere birra direttamente dalla bottiglia porta a perdersi fino all’80% del gusto e dell’aroma. Scegliere il giusto bicchiere (o calice) nel quale servirla diventa dunque essenziale. Innanzitutto, il vetro trasparente permette di apprezzare tutto il colore e le sfumature del prodotto. Inoltre, forma, spessore e dimensione del bicchiere permettono di esaltare le caratteristiche organolettiche e gestire la schiuma.
Un esempio di contenitore più adatto a un certo tipo di birra è il calice a tulipano, più indicato per Pils e Lager ricche di schiuma in quanto l’imboccatura più stretta del fondo ne impedisce la fuoriuscita.
La coppa invece, dalla forma sferica e aperta, permette di valorizzare birre più aromatiche, come le Abbazia.
La più diffusa pinta, con slargo subito sotto il bordo impedisce la formazione di schiuma ed è ideale per servire le Ale.

Potete trovare tanti modelli di calici e bicchieri perfetti per ogni tipo di birra, nel nostro shop online, cliccando QUI

In generale, una regola d’oro è che il bicchiere dev’essere perfettamente pulito, senza tracce di sostanze grasse o detergenti sulle pareti.

Spillatura
Ultimo ma non meno importante è il ruolo giocato dalla spillatura della birra. Per una tecnica perfetta consigliamo di bagnare il bicchiere con acqua leggermente fredda in modo da evitare forti shock termici e alterare la temperatura della birra. Inoltre, questo accorgimento impedisce alla schiuma di attaccarsi ai bordi. La corretta spillatura inizia riempiendo lentamente il bicchiere per 3/4, tenendolo in posizione obliqua a 45°. Si termina l’operazione in modo rapido riportando il bicchiere in posizione verticale per sviluppare una buona quantità di schiuma. Questa è fondamentale per evitare l’ossidazione del prodotto e valorizzarne gli aromi e il look.

Degustazione
Dopo averla servita è il momento di gustarla! Al fine di assaporare ogni parte del prodotto al meglio è consigliabile sorseggiare portando il bicchiere alla bocca (non viceversa) e lasciando che la birra scorra nel palato sotto la schiuma, che invece si ferma al labbro superiore. I grandi sorsi sono i migliori, perché permettono alla birra di riempire uniformemente il palato e attivare tutte le papille gustative. Piccolo consiglio finale, ricordate di tenere il bicchiere dal basso, per non riscaldarlo con la mano e alterare la temperatura della birra

Dopo questi pratici consigli siamo sicuri che sarete in grado di servire una birra gustosa ai vostri clienti, consigliandoli al meglio, nonché di assaporarla voi stessi.

Fonte: ristorazioneitalianamagazine.it

#CMCONSIGLIA – CREARE UN MODELLO DI BUSINESS NELLA RISTORAZIONE

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#CMCONSIGLIA – COME GESTIRE UN RISTORANTE E PORTARLO AL SUCCESSO

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Gestire un ristorante o un locale e portarlo al successo non è certo un compito facile. Vi presentiamo però alcuni consigli e passaggi chiave per semplificare questa attività e aiutarvi nel complesso mondo della ristorazione. Per cominciare, è buona cosa rivedere il modello di business […]

#CMCONSIGLIA – COME TROVARE IL MIGLIOR NOME PER UN RISTORANTE

#CMCONSIGLIA – COME TROVARE IL MIGLIOR NOME PER UN RISTORANTE

Tra le molte regole che si possono seguire nella scelta del nome migliore per il proprio ristorante, due costituiscono una base fondamentale da cui partire e indicano di trovare un nome che: si distingua dalla concorrenza e attiri l’attenzione dei clienti

Il nome del locale infatti è importante perché determina l’impressione iniziale e aiuta ad entrare in connessione con potenziali commensali. Diventa dunque fondamentale sceglierlo con cura.

1. Includi il nome del prodotto
Se l’offerta del locale è ben definita, unica, tematica e originale, è bene metterla in risalto già nel nome della propria attività, per perseguire il primo dei due obiettivi sopra citati: distinguersi dalla concorrenza.

2. Usa il tuo nome come esca
Usare un nome proprio trasmette l’idea che dietro al ristorante ci sia una persona vera, umanizzando un’azienda ed entrando più in connessione con i clienti, specie coloro che cercano un ambiente informale, familiare e pronto ad accoglierli

3. Sfrutta al massimo l’origine dei tuoi prodotti
Come al punto 1, se i prodotti che offri ai clienti hanno come punto di forza l’origine degli ingredienti e la loro qualità, un’ottima strategia è quella di comunicare già all’interno del nome del locale, l’approccio salutista della tua offerta. Fornitori locali, a chilometro zero, biologici ecc. sono tutte caratteristiche che attrarranno sicuramente l’attenzione di una corposa fetta del mercato, oggi sempre più attenta a queste tematiche.

4. Trasmetti emozioni
Ultimo, ma non meno importante, è il suggerimento di utilizzare parole ed espressioni che parlino alle emozioni e ai sentimenti delle persone. Un nome vincente è capace di evocare l’essenza del ristorante e le sensazioni che promette di far provare a chi lo sceglierà.

Infine, una serie di piccole dritte aggiuntive. Un nome efficace dovrà:

         Essere facile da ricordare, pronunciare e scrivere

         Trasmettere positività

         Essere autentico e originale

         Essere facilmente utilizzabile come dominio del sito del ristorante

         Essere orecchiabile

         Essere inconfondibile

Fonte: TheFork

#CMCONSIGLIA – GENERAZIONE Z: CHI SONO E COME ATTRARLI

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Il mercato è in continua evoluzione e vede sempre di più il diffondersi di un nuovo tipo di consumatori: la così detta GENERAZIONE Z. Ma chi ne fa parte? La generazione Z include coloro nati tra la metà degli anni ’90 e quella del primo […]