Tag: innovazione

#CMINFORMA – IL FUTURO DELLA RISTORAZIONE (2/2)

#CMINFORMA – IL FUTURO DELLA RISTORAZIONE (2/2)

Nell’ultimo approfondimento abbiamo visto 5 modi in cui cambierà il mondo della ristorazione nei prossimi 10 anni, basandoci su tendenze ben visibili oggi. Lo puoi leggere cliccando QUI Tecnologia, sostenibilità, trasparenza nella comunicazione sono solo esempi dell’evoluzione che coinvolgerà bar, ristoranti, pizzerie e altri locali. […]

#CMINFORMA – IL TEMPORARY RESTAURANT

#CMINFORMA – IL TEMPORARY RESTAURANT

Un fenomeno che in Italia si sta diffondendo da qualche anno, il temporary restaurant è sostanzialmente un locale che apre per pochi giorni e poi sparisce, senza una sede fissa e immutabile. Può magari riaprire in un altro posto in seguito, ma la transitorietà è […]

#CMINFORMA – STAMPANTE 3D ALIMENTARE

#CMINFORMA – STAMPANTE 3D ALIMENTARE

Apparsa negli anni 2000 e sviluppatasi in diversi settori, la tecnologia della stampante 3D sta prendendo piede anche nel mondo della ristorazione.

Lo strumento realizza piatti, basandosi su un modello digitale con coordinate x, y e z. Per crearlo basta selezionare o disegnare il piatto su un dispositivo touchscreen e riempire i contenitori della stampante con i vari ingredienti, in modo che distribuiscano i materiali a strati. Alcune versioni sono anche dotate di un laser ultravioletto per solidificare le pietanze.

Allo stesso tempo, una stampante alimentare ha ancora molte limitazioni ovviamente. La versione sperimentale in diffusione oggi non permette di mescolare o cucinare gli alimenti, che devono essere invece preparati sottoforma di impasto, purea o liquidi. La stampante però è già perfetta per preparare antipasti e dessert freddi nonché precise decorazioni. Nonostante questo, resta fermo che il suo prezzo è ancora estremamente elevato.

A parte questi svantaggi però, gli utilizzi potenziali di una stampante 3D alimentare in un ristorante sono molteplici:

–         Creatività: poter riprodurre con precisione ogni forma e motivo di un piatto, così come è pensato permette di conferire originalità e creatività artistica alle pietanze e in generale al locale

–         Efficienza: con una stampante, i piatti possono essere preparati in tempi brevissimi, risparmiando anche molta energia.

–         Personalizzazione: grazie a un’attrezzatura come questa, rispondere alle esigenze puntuali del cliente è molto più facile in quanto si può rendere un piatto il più personale possibile

–         Riduzione di sprechi: il fatto che gli ingredienti utilizzabili in una stampante siano (per ora) sono impasti e puree consente di dare nuova vita a tutti quegli alimenti imperfetti, rovinati, non appetitosi alla vista ma il cui sapore e qualità sono perfetti. Inoltre, permette un più preciso controllo sulle porzioni evitando di servire piatti troppo abbondanti. Infine, utilizza il minimo indispensabile per ogni piatto.

–         Marketing: la stampante 3D può rivelarsi un utile strumento per attrarre nuovi clienti. Stampare un piatto davanti agli occhi del cliente, personalizzandolo esattamente come vuole lui è una notevole esperienza innovativa da offrire ai commensali.

Il cambiamento è insomma di grande portata, anche se i miglioramenti sono ovviamente molti. Il prossimo passo sarà rendere la stampante capace di tagliare, cuocere e mescolare.

Fonte: theforkmanager

#CMINFORMA – CULINARY COCKTAILS: BARTENDERING DI LUSSO E ALTA CUCINA

#CMINFORMA – CULINARY COCKTAILS: BARTENDERING DI LUSSO E ALTA CUCINA

Una delle tendenze più affermate nel mondo della ristorazione è la sempre maggior diffusione dei cosiddetti culinary cocktails, nati dalla fusione di bartendering di lusso e alta cucina. L’obiettivo di questa combinazione è di realizzare ricette ricercate e soddisfare la necessità di rinnovarsi dei ristoratori. […]

#CMINFORMA – DALLO SCARTO DEL VINO ALLE CELLE FOTOVOLTAICHE

#CMINFORMA – DALLO SCARTO DEL VINO ALLE CELLE FOTOVOLTAICHE

Un progetto notevole che unisce ecosostenibilità e innovazione tecnologica. Così può essere riassunta l’iniziativa portata avanti da un’azienda italiana leader nella produzione del prosecco e l’Università Ca’ Foscari di Venezia. L’obiettivo ? Dare nuova vita allo scarto di lavorazione del vino e utilizzarlo come componente […]

#CMINFORMA – PROFESSIONI EMERGENTI NELLA FILIERA DELLA BIRRA

#CMINFORMA – PROFESSIONI EMERGENTI NELLA FILIERA DELLA BIRRA

Quello della birra è un settore in costante crescita nel nostro Paese, sotto diversi punti di vista. Uno dei più rilevanti è quello dell’occupazione. Dati alla mano, è immediato notare l’importante contributo che la filiera sta dando ai nostri lavoratori:

– crescita dell’occupazione +5% in 24 mesi (più del doppio della media nazionale)
– circa 6 assunti al giorno
– più di 870 birrifici totali
– il 50% dei dipendenti è assunto da più di 10 anni e il 33% da più di 5
– l’85% delle aziende investe in formazione

Quest’ultimo dato in particolare sottolinea come il settore della birra sia dinamico e innovativo, garantendo crescita professionale ai dipendenti, offrendo opportunità imprenditoriali e stabilità.

Secondo gli esperti della filiera inoltre, si possono osservare 3 distinti trend che avranno un impatto diretto sulla richiesta di profili professionali:
sostenibilità: attenzione all’ambiente, packaging sostenibili, materie prime locali, gestione di rifiuti e scarti
nuovi gusti e segmenti: birre speciali e artigianali, attenzione ai trend healthy (salutisti)
innovazione digitale: digitalizzazione e e-commerce

Le figure professionali più richieste ora e nel prossimo futuro all’interno di questa filiera quindi si delineano in coerenza con queste tendenze. Potremo trovare dunque sempre più mastri birrai, tecnologi alimentari, ingegneri chimici alimentari, coordinatori sostenibilità, e-commerce specialist, beer specialist, sommelier della birra ecc. Vediamone alcuni nel dettaglio.

Tecnologo della birra
Si occupa di elaborare ricette e produrre la birra unendo le competenze di un ingegnere chimico e quelle di un tecnologo alimentare. Conosce le materie prime, le tecnologie di trasformazione, i fenomeni biochimici e tecnologici coinvolti. Il suo compito è mantenere lo standard qualitativo del birrificio, analizzando e monitorando. Le capacità manageriali di gestione dei processi produttivi e delle problematiche sono importanti per questo “mastro birraio 4.0”.

Commerce specialist
Spirito imprenditoriale, competenze economiche, capacità di creare partnership, conoscenza di prodotto e modello di business: tutte caratteristiche che fanno un vero e proprio commerce specialist. Si definisce anche per essere flessibile e disposto a cambiare zona geografica e di competenza. Inoltre, è fondamentale che sappia leggere e interpretare i dati commerciali e affrontare il mondo digitale dell’e-commerce (specialmente b2b).

Brand ambassador
Nato recentemente, è un ponte tra il tecnico della birra e il venditore. Conosce il prodotto e il processo produttivo, sa come degustarla e come riconoscere stili e tipologie. Sa come presentare e vendere il prodotto sia al cliente finale che a rivenditori (ai quali può anche offrire formazione). Un ambasciatore del marchio che trova il miglior modo per proporre e vendere il prodotto.

Beer specialist
Anche qui si parla di una commistione tra un commerciale di alto profilo e un tecnico, che si occupa di vendere e di offrire consulenza ai punti di consumo e alla forza vendita. La conoscenza approfondita di prodotto, processo produttivo e mercato è fondamentale. Le soft skill più richieste sono imprenditorialità, capacità di negoziazione, empatia, capacità di lettura dei dati e dei trend di consumo.

Sommelier della birra
Deve abbinare capacità tecniche di degustazione al know-how operativo e soprattutto deve passare per una formazione ed esperienza di 5-10 anni che lo porti ad avere una profonda conoscenza del settore, dei prodotti e delle tecniche produttive. Il sommelier sa consigliare la migliore birra in abbinamento ai menù, sa come conservarla al meglio e sa come gestire una cantina e prendere decisioni strategiche in base alle caratteristiche del mercato.

Come potete vedere, quello della birra è un settore pieno di opportunità e in continua evoluzione, che sta continuando a crescere e a portare risultati positivi per la nostra economia

Fonte: ilSole24Ore

#CMINFORMA – AgriFood e FoodTech in Italia: tra agricoltura, cibo e tecnologia

#CMINFORMA – AgriFood e FoodTech in Italia: tra agricoltura, cibo e tecnologia

L’Italia può vantare nel mondo una notevole tradizione si in campo agricolo che, come forse più noto, in quello culinario. Questo patrimonio negli ultimi anni è stato valorizzato attraverso l’applicazione di nuove tecnologie in grado di generare, prodotti e servizi innovativi. Lo dimostra il report […]

#CMINFORMA – BREAKFAST POINT: L’APP PER TROVARE LA COLAZIONE MIGLIORE

#CMINFORMA – BREAKFAST POINT: L’APP PER TROVARE LA COLAZIONE MIGLIORE

Ci sentiamo sempre dire che la colazione è il pasto più importante della giornata e che dovremmo dedicarci tempo e attenzione. Ciò nonostante, i ritmi sempre più intensi delle vite lavorative e la grande varietà di offerta (bar, pasticcerie, caffè…) rendono difficile concentrarsi come si […]

#CMINFORMA – RECUPERO DEGLI SCARTI ALIMENTARI CON UNA PIATTAFORMA INTERNET

#CMINFORMA – RECUPERO DEGLI SCARTI ALIMENTARI CON UNA PIATTAFORMA INTERNET

Vi riportiamo oggi la lodevole iniziativa di un gruppo di giovani cooperatori piemontesi che hanno pensato di creare una piattaforma IoT (Internet of things – Internet delle cose) per recuperare gli scarti alimentarti, farli diventare una risorsa ed aiutare così l’economia circolare delle imprese cooperative.

Per questa idea si sono aggiudicati il secondo premio all’Hackathlon “Cambiare cambiando”, per la biennale della Cooperazione Italiana, un gruppo di ragazzi di Ux-Men, cooperativa torinese di servizi tecnologici per le imprese.

Secondo il presidente di Confcooperative Piemonte: “La sfida per le imprese non è l’innovazione tecnologica di per sé, ma la capacità di coniugarla con i bisogni socio-economici ambientali e del territorio”.

Il progetto dei ragazzi si propone dunque di favorire l’economia circolare tra le cooperative agroalimentari e altre che provvedono al trasporto e/o lavorazione degli scarti delle prime. Questo è reso possibile da una piattaforma Internet definita “IoT”. La tecnologia indica dove e quando sono disponibili gli scarti prevedendo i quantitativi e le localizzazioni delle successive produzioni. Ciò aiuta quindi in modo sostanziale le varie imprese a dialogare e commerciare tra loro, trasformando gli scarti in vere e proprie risorse scambiate tra i vari operatori.

Inoltre, l’uso trasparente dei dati raccolti è un aspetto fondamentale della piattaforma: devono essere messi a disposizione di tutte le imprese partecipanti in modo da migliorare gestione e risultati.

Gli obiettivi e le caratteristiche di questo progetto rispecchiano in toto i principi delle cooperative: fare rete tra imprese di più comparti e favorire la sostenibilità dei territori, che vengono qui raggiunti grazie alla creatività e innovazione dei giovani.

Fonte: Ansa.it/terraegusto