Tag: Italia

#CMINFORMA – DA RISTORANTE A DELIVERY

#CMINFORMA – DA RISTORANTE A DELIVERY

La nuova drammatica situazione causata dall’epidemia di Coronavirus che da ormai più di un mese colpisce il nostro Paese, ha costretto molte attività della ristorazione a studiare nuove idee e nuovi modi di operare. Ristoranti, bar, pizzerie, locali etnici e tanti altri stanno incrementando (o […]

#CMINFORMA – IL MERCATO DELLA BIRRA NELLA DISTRIBUZIONE

#CMINFORMA – IL MERCATO DELLA BIRRA NELLA DISTRIBUZIONE

Stando a uno studio di IRI, i dati del 2019 mostrano ottimi risultati nel settore della distribuzione di beverage e in particolare di birra. Nonostante l’anno passato sia stato caratterizzato da una stasi economica, la spesa delle famiglie nel Largo Consumo ha mostrato performance positive […]

#CMINFORMA – CORONAVIRUS: ITALIA LEADER PER SICUREZZA ALIMENTARE

#CMINFORMA – CORONAVIRUS: ITALIA LEADER PER SICUREZZA ALIMENTARE

Notizie molto rassicuranti arrivano da Massimiliano Giansanti, presidente di Confagricoltura, riguardo al Coronavirus e al suo impatto sul settore alimentare italiano.

Stando alle sue spiegazioni infatti, l’Italia è in grado di garantire sicurezza e standard elevati, in materia di sicurezza alimentare. Leader nelle produzioni certificate, il nostro Paese consolida i rapporti internazionali con la qualità che produce.

Il presidente dell’associazione ricorda come sia necessario attuare una food policy europea, per far sì che le norme sugli standard di sicurezza siano uguali per tutti, specie ora che l’emergenza sanitaria in Cina è più rilevante che mai.

Anche per la Ministra Teresa Bellanova la sicurezza alimentare è un diritto inalienabile dei cittadini e non sarà merce di scambio per nessun accordo commerciale: c’è bisogno di mercati aperti e regole certe. Inoltre, in questo periodo in cui il Coronavirus rappresenta anche un fattore di rischio per i mercati, è necessario un insieme di azioni per la promozione del Made in Italy agroalimentare, in collaborazione con presidente dell’Ice (l’Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane).

Secondo Assolatte, il nuovo virus sarà causa di rallentamenti negli interscambi con la Cina, azzerando molti investimenti realizzati negli scorsi anni. Dato che la Cina è il primo importatore di prodotti alimentari, le conseguenze di questa analisi sono preoccupanti. Specie nel settore lattiero-caseario si teme possano registrarsi perdite.

Anche le esportazioni di prodotti Dop come il Grana Padano e il Prosciutto di Parma sono a rischio, secondo gli esperti.

Controtendenza invece, può dimostrarsi il mondo ittico. Probabilmente, la psicosi diffusa del Coronavirus, ha fatto registrare dall’inizio dell’anno un aumento del 20% di richieste di prodotto fresco italiano. Pesce, molluschi e crostacei italiani sono molto desiderati sia da famiglie che da ristoranti, anche cinesi.

Questo settore, dove fino ad ora le importazioni hanno costituito oltre il 70%, può essere rivoluzionato, grazie alla grande attenzione degli Italiani all’origine dei prodotti. Questo atteggiamento dunque, unito alla paura di contaminazione, può favorire i prodotti nostrani. Si sono infatti registrati aumenti di triglie, alici, sarde, sarago e tanti altri prodotti italiani, di stagione.

Vengono preferite le produzioni tricolori anche dai ristoratori italiani, ma anche da quelli asiatici per scongiurare la fuga dei clienti.

Infine, uno studio condotto da un medico veterinario specializzato nel settore ittico, sull’etichettature dei prodotti cinesi, ha rivelato come anche nel paese asiatico, l’alta ristorazione preferisca prodotti italiani di qualità.

Insomma, in una situazione in cui bisogna mantenere calma e razionalità, l’Italia ci conforta con certezze: la nostra sicurezza alimentare è leader nel mondo.

Fonte: ristorazioneitalianamagazine.it

#CMINFORMA – I LOCALI SERALI NELLE CITTÀ ITALIANE

#CMINFORMA – I LOCALI SERALI NELLE CITTÀ ITALIANE

Quello dei bar “trendy”, che fanno dell’attività serale il loro business principale, è una realtà in espansione nel nostro Paese. Una ricerca ne ha analizzati oltre 300 e ha raccolto dati che dipingono uno scenario abbastanza preciso. Questi locali hanno una dimensione media, maggiore di […]

#CMINFORMA – IL FUTURO DELLA RISTORAZIONE (1/2)

#CMINFORMA – IL FUTURO DELLA RISTORAZIONE (1/2)

Come cambierà il mondo nei prossimi 10 anni? Nello specifico cosa ci sarà di nuovo nel settore della ristorazione? I trend in atto oggi ci suggeriscono già quali novità possiamo aspettarci. Ve ne presentiamo alcune. Capacità imprenditoriale Già in questi anni si è manifestata una […]

#CMINFORMA – BIRRA: FILIERA DA 9 MILIARDI DI EURO

#CMINFORMA – BIRRA: FILIERA DA 9 MILIARDI DI EURO

L’abbiamo detto diverse volte: la filiera della birra in Italia ha acquisito negli ultimi anni sempre maggiore importanza. Il suo valore condiviso è cresciuto di oltre 1 miliardo di euro (+17%) dal 2015 al 2018, superando i 9 miliardi totali. L’intera economia italiana è cresciuta solo del 7% nello stesso periodo.

Di questa ricchezza hanno beneficiato i produttori, ma soprattutto le fasi a valle e a monte della filiera, oltre che lo Stato italiano. La crescita maggiore si è vista nel valore delle forniture di materie prime (+55%), mentre crescono in modo lineare produzione, distribuzione e vendita. Le fasi iniziali e finali nel processo hanno un impatto maggiore della singola produzione sul benessere nazionale.

Inoltre, se compariamo questa filiera con altri comparti del Made in Italy, la ricchezza generata dalla birra rappresenta la metà del valore della produzione di bevande nazionale.

La ricerca che ha prodotto questi dati, ha analizzato il triennio in cui la curiosità degli italiani verso il mondo della birra è cresciuto maggiormente: un vero e proprio fenomeno gastronomico, culturale e socio-economico. Oltre al “semplice” consumo, gli italiani si concentrano sempre di più anche su corsi amatoriali e professionali per diventare sommelier, aperture di microbirrifici, scaffali dedicati nei supermercati…

Un altro contributo importantissimo dato da questa filiera riguarda l’occupazione: in generale nel nostro Paese, 92.190 persone lavorano in questo settore, con un aumento di 4500 posti di lavoro nel triennio 2015-2018.

Da parte delle aziende invece, la valorizzazione della birra viene promossa tramite innovazione, alta formazione e diversificazione dei gusti e dell’offerta. Da tempo gli investimenti in questi asset sono stati incrementati dalle grandi aziende ma anche dai piccoli imprenditori. Il gruppo Heineken per esempio, ha creduto molto nella valorizzazione delle birre locali: territori, persone, tradizioni sono stati trasferiti “nella birra”, per andare incontro al consumatore che cerca un prodotto con una storia da raccontare, un’esperienza in cui riconoscersi.

Nello specifico, Roma e Milano rappresentano due poli fondamentali per i consumi domestici del prodotto. Insieme, le due città rappresentano quasi il 20% delle vendite totali di birra nel canale moderno (GDO).

Insomma, com’è possibile vedere dalle cifre, le conferme dell’importanza la filiera della birra per l’economia italiana, continuano ad arrivare. È opportuno continuare a investire in questo florido mercato, che può portare vantaggi a tutti.

Fonte: horecanews.it

#CMINFORMA – ELIMINARE LE CANNUCCE NON BASTA

#CMINFORMA – ELIMINARE LE CANNUCCE NON BASTA

Nonostante il Parlamento Europeo abbia approvato una direttiva che vieta, dal 2021, alcuni articoli monouso in plastica (piatti, posate, cannucce…) e imponga una riduzione del consumo per tanti altri prodotti (contenitori per alimenti, tazze per bevande…), in Italia, la plastica usa e getta NON è […]

#CMINFORMA – AUMENTA LA DIFFERENZIATA, MA MANCANO GLI IMPIANTI

#CMINFORMA – AUMENTA LA DIFFERENZIATA, MA MANCANO GLI IMPIANTI

Negli ultimi anni, il nostro Paese ha visto un costante aumento della raccolta differenziata: 55,9% nel 2017 e 58,8% nel 2018. Nonostante questo, mancano gli impianti di trattamento, costruiti sempre meno e solo al Nord, dove si concentrano gli investimenti. Un’indagine condotta quest’anno, prevede che […]

#CMINFORMA – FIPE LANCIA IL MANIFESTO DELLA RISTORAZIONE SOSTENIBILE

#CMINFORMA – FIPE LANCIA IL MANIFESTO DELLA RISTORAZIONE SOSTENIBILE

Aiutare i professionisti nella lotta contro lo spreco alimentare è uno degli obiettivi di Fipe, la Federazione Italiana Pubblici Esercizi, che ha stilato delle linee guida concrete: il Manifesto della Ristorazione Sostenibile.

Stando a recenti studi, l’Italia si trova al nono posto nella classifica dei Paesi che consumano più risorse naturali di quanto dovrebbero e ha terminato il quantitativo da poter rigenerare lo scorso 15 maggio. Dati sicuramente preoccupanti, che ci devono spingere a reagire.

In questo senso, l’idea che sta dietro al Manifesto lanciato da Fipe è che il cibo non sia solamente una merce, bensì un insieme di valori sociali, culturali e ambientali. Una vera e propria risorsa quindi, che va gestita e consumata con attenzione. Di conseguenza, la necessità di aiutare i professionisti con linee guida concrete che indichino come acquistare materie prime al giusto prezzo, valorizzare e formare il personale, incentivare i clienti a portare via gli avanzi del pasto e tanti altri consigli.

L’obiettivo è rendere il settore sostenibile, un traguardo che si raggiunge solamente istruendo anche i cittadini consumatori. Per questo Fipe ha stilato anche per loro un decalogo anti-spreco, al fine di insegnare come fare la spesa e gestire il cibo in ottica di riuso.

In passato, la lotta allo spreco alimentare aveva visto l’entrata in vigore della legge 166, nel 2016, grazie alla quale c’è stata una crescita del 25% del cibo recuperato nella filiera agroalimentare italiana. Risultati positivi che Fipe cerca di rincarare con questi nuovi documenti.

I punti principali del manifesto sono:
Cibo e storia italiana: i ristoranti devono saper valorizzare e raccontare storia e cultura italiana attraverso i propri piatti.
Filiera corta: quando non è possibile utilizzare ingredienti del proprio orto, è fondamentale studiare origine e provenienza dei prodotti, privilegiando i produttori locali.
Stagionalità: rispettare il ritmo delle stagioni e utilizzare i prodotti solo quando crescono naturalmente, in modo da sfruttarne tutte le proprietà organolettiche e nutrizionali
Pesce sostenibile: è opportuno utilizzare pesce raccolto tramite tecniche di pesca sostenibile.
Carne sostenibile: stesso discorso vale per la carne. Evitate quella proveniente da allevamenti intensivi (dannosi per animali, ambiente e uomo), privilegiando invece produzioni artigianali e biologiche
Utilizzare ogni parte del prodotto per ridurre al minimo gli scarti. Inventiva e creatività permettono di utilizzare anche le parti meno nobili degli ingredienti.
“Rimpiattino”: il ristoratore deve impegnarsi attivamente nel proporre al cliente di portare a casa ciò che non ha consumato del proprio pasto, magari attraverso la cosiddetta doggy bag
– Non sprecare energie: attrezzature innovative, impianti moderni e soprattutto formazione del personale sono fondamentali per ridurre gli sprechi energetici, di acqua e altre importanti risorse
Imballaggi riciclabili devono essere preferiti a quelli che non lo sono, mantenendo costante il principio di evitarli del tutto quando superflui o eccessivi. Il riuso e il vuoto a rendere sono due principi da tenere sempre a mente.
Persone: ristorazione sostenibile vuol dire soprattutto concentrarsi sul personale, offrendo correttezza, formazione, aggiornamento, contratti onesti e valorizzazione di competenze e qualità umane. Le persone sono la risorsa più importante

Fonte: ilSole24Ore

#CMINFORMA – DALLO SCARTO DEL VINO ALLE CELLE FOTOVOLTAICHE

#CMINFORMA – DALLO SCARTO DEL VINO ALLE CELLE FOTOVOLTAICHE

Un progetto notevole che unisce ecosostenibilità e innovazione tecnologica. Così può essere riassunta l’iniziativa portata avanti da un’azienda italiana leader nella produzione del prosecco e l’Università Ca’ Foscari di Venezia. L’obiettivo ? Dare nuova vita allo scarto di lavorazione del vino e utilizzarlo come componente […]